La storia

Sin dall’inizio si era resa necessaria per noi la ricerca di un luogo sicuro dove poter incontrare le donne, parlare e affrontare le diverse problematiche. Monsignor Ablondi  allora vescovo di Livorno, ci aprì le porte di un noto istituto religioso, l’Istituto S.M.Maddalena, dove ancora oggi la Randi si incontra. Dalla stanzetta con un tavolo e qualche sedia, lo spazio destinato alla Randi è cresciuto e oggi abbiamo a disposizione una grande stanza per attività varie, il giardino dove i bambini possono giocare, un ampio salone che ha assunto nel tempo le caratteristiche di un luogo aperto, informale, accogliente e includente. Uno spazio che ha preso forma e colore in modo spontaneo e a tratti sorprendente.

Tutto nasce comunque dall’esperienza semplice dell’amicizia tra persone che hanno scoperto il piacere di stare insieme:  questo permette in maniera naturale lo scambio dei valori delle proprie culture, stimola l’approfondimento delle proprie radici e aiuta a recuperare la propria identità  reciprocamente comunicata e accolta: è grazie a questi legami, a queste attenzioni e a questi rapporti che l’associazione è cresciuta e continua a crescere … senza arrogarsi ruoli o compiti, ma nell’ottica che “tutto è da capire, tutto è da costruire”  si cerca di non generalizzare o di ridurre tutto a formule e “servizi” da erogare.

La presenza dell’Associazione Randi in questi 20 anni sul territorio livornese e la volontà di capire fino in fondo tutto ciò che viviamo, nei vari periodi storici, ci ha portati a vedere ognuno ed ogni evento nella propria unicità e significato. In questo senso “il giovedì della Randi” è anche una sorta di cartina tornasoledella situazione in città: la conoscenza e l’amicizia consolidata con molti immigrati e gli oltre 3000 contatti annui  rendono l’Associazione osservatorio privilegiato che permette di seguire e monitorare da  vicino la complessa e dinamica realtà dell’Immigrazione nella città.

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