La storia di Randi

Randi è il nome di un bambino nato a Livorno il 15 febbraio 1992. In ospedale incontriamo la madre di Randi, Rebeca, dominicana e clandestina. Rebeca ci ha fatto scoprire un mondo, quello  “clandestinità” e dell’immigrazione, in particolare femminile. Un mondo complesso quanto “dimenticato”, vissuto da persone provenienti da diversi paesi e culture ma con problemi simili. Nasce così, da un incontro in reparto maternità, e dal desiderio di trasformare quell’incontro in relazione, Randi.

Dopo Rebeca, e anche grazie a lei, hanno cercato quella relazione molte altre donne, inizialmente provenienti dalla Repubblica Domenicana, e poi per un “anarchico” passaparola, da tanti altri Paesi del mondo, dalla Nigeria all’Albania, dal Marocco al Perù.

Intorno alla Randi si è ben presto formato un gruppo di volontari, che dall’empatia e al desiderio iniziale, ha gradualmente sviluppato competenza e professionalità, attraverso percorsi di formazione ed esperienza diretta, diventando in grado di individuare le modalità di intervento opportune per favorire una vita libera e serena anche per le donne immigrate, spesso con figli e soprattutto per sostenere e aiutare le vittime di sfruttamento sessuale o di violenza all’interno della famiglia.

Nel 1996, quattro anni dopo l’incontro con Rebeca, si e’ costituita formalmente l’associazione di volontariato, Randi, per rispondere in modo più strutturato alle crescenti richieste di aiuto da parte delle donne migranti e per intervenire in quello che al tempo era un fenomeno sconosciuto e invisibile, e che oggi viene definito “tratta di esseri umani”.

La Randi, oltre a diventare un importante punto di riferimento sul territorio per le migranti e luogo di incontro e di scambio interculturale, per mezzo anche di una struttura di accoglienza datole in comodato gratuito dalla diocesi, ha cominciato a gestire programmi di intervento nell’ambito della prostituzione di strada e per l’inserimento sociale delle donne e delle minorenni vittime di tratta.

Oggi, la Randi, che negli anni è cresciuta quantitativamente e qualitativamente, continua a supportare le donne vittime di tratta, vittime di violenza domestica e a costruire relazioni tra donne di culture diverse.

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